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Bucci in consiglio: «Dimissioni di Rosso? Non è il caso. La meritocrazia è andare a capire e premiare chi sa fare un lavoro migliore di quello degli altri»

Il Sindaco ha proseguito: «In questo caso, secondo me, quello che abbiamo fatto per risolvere il problema che è successo domenica è stano apprezzato dalla Comunità (ebraica n. d. r). È stato apprezzato ed è secondo me sufficiente per continuare ad avere gli ottimi rapporti che abbiamo sempre avuto in passato». Accuse di strumentalizzazione ai consiglieri di minoranza che hanno abbandonato l’aula

«Lo avrei detto in ogni caso alla fine della riunione, come avevo già detto a qualcuno, purtroppo non ci sono le persone (i consiglieri comunali di centrosinistra che hanno abbandonato l’aula in segno di protesta per non aver potuto discutere della questione n. d. r.), mi dispiace – ha detto Marco Bucci al termine del consiglio comunale di oggi -. Glielo dirò personalmente. Tutti siamo d’accordo sul fatto che domenica sia stato fatto un errore, sono d’accordo anche quelli che hanno fatto l’errore (l’assessore Lorenza Rosso n. d. r.). Tutti siamo d’accordo sul fatto che sono state fatte delle lettere di scusa, personalmente la ho fatta anche io, e i commenti che ho ricevuto dalla comunità interessata mi sono molto piaciuti perché hanno riconosciuto. Sottolineiamo che Genova è una città antirazzista. Lo è sempre stata con la mia, la nostra, amministrazione precedente e lo sarà anche con questa amministrazione e lo sarà sempre in futuro. Questo è fuori discussione. Non c’è nessuno che potrà dire che Genova è una città razzista. Perché non lo faremo e non lo sarà. Punto. Così come possiamo dire che Genova è una città che ha sempre rispettato tutti dalle comunità di migranti e le comunità diverse: qualunque tipo di comunità. Non c’è bisogno di dire “vado a Genova e vediamo se mi rispettano”. No! Tutti sanno che Genova rispetta tutti e come tale ci impegniamo a fare».

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Il capogruppo di Genova Civica, Ariel Dello Strologo, ex presidente della Comunità Ebraica dimessosi per candidarsi alle elezioni, ha detto oggi in consiglio «Non voglio parlare dell’assessora che ha sbagliato, ma che mandato una lettera di scuse. Voglio parlare della lettera del Sindaco e del fatto che oggi non se ne sia voluto parlare in consiglio, la sede più adatta. Il Sindaco ha scritto che ha garantito che non mancherà la collaborazione con la comunità, ma io dico da cittadino, membro della Comunità ebraica e consigliere comunale, che non basta».

«Mi dispiace, mi riferisco soprattutto alle parole del consigliere Dello Strologo, che non abbia colto che nella lettera che abbiamo scritto, in realtà quelle cose sono scritte – ha risposto Bucci quando il capogruppo di Genova Civica era giù uscito con tutta la minoranza salvo Crucioli -. Francamente ho avuto delle difficoltà a capirlo. C’è scritto nella lettera, lo vedete nell’ultimo capoverso, che noi abbiamo intenzione di rimanere ovviamente sempre vicino alla comunità Ebraica come lo siamo sempre stati. Io, personalmente, ho partecipato a più manifestazioni di tutti i consiglieri che hanno parlato e l’ho fatto io personalmente, ma lo fa l’hanno fatto anche gli assessori e tutti i consiglieri che sono stati delegati. Lo abbiamo fatto sempre negli ultimi cinque anni e continueremo a farlo. Non c’è alcun motivo per cui noi non vogliamo stare vicini o non vogliamo partecipare a queste cose. Un incidente di questo tipo non può rompere tutto quello che è stato fatto in passato e quello che, soprattutto, vogliamo fare in futuro»,

«Per ultimo, in merito alla considerazione sulla meritocrazia, in cui sono state messe in gioco alcune caratteristiche personali – ha proseguito il Sindaco -, rispondo in questo modo: 35 anni di business, cinque anni di sindaco, cinque anni e mezzo, hanno dimostrato che se c’è da prendere delle decisioni difficili le ho sempre prese. Anche nel momento in cui la Giunta ha avuto dei ricambi. La giunta precedente ne ha avuti parecchi e quando ci siamo insediati ho detto che ci saranno anche in questa. Quindi, non è che abbiamo paura a fare i ricambi. È che non è il caso. È che la meritocrazia è andare a capire e premiare chi sa fare un lavoro che è migliore di quello degli altri e vuol dire anche non avere a carico quelli che non fanno le performance che non sono richieste in quel momento. Quindi uno può anche essere bravissimo, ma se non serve per fare le cose che sono richieste in quel momento non serve. Ci sono stati casi in passato di persone molto brave e molto professionali che però in quel momento non erano utili e quindi dobbiamo utilizzare altre persone. E questo si fa, è abbastanza normale. In questo caso, secondo me, quello che abbiamo fatto per risolvere il problema che è successo domenica è stano apprezzato dalla comunità (ebraica n. d. r). È stato apprezzato ed è secondo me sufficiente per continuare ad avere gli ottimi rapporti che abbiamo sempre avuto in passato. Se qualcuno intende utilizzare queste cose in termini strumentali, mi dispiace: non ci stiamo a questo gioco. Non ci stiamo a chi abbandona l’aula. Chi se ne va ha sempre torto, lo ha insegnato la storia dell’Italia e noi non vogliamo che succeda così. Io non ho mai abbandonato, ho sempre cercato di esserci il più possibile compatibilmente con gli impegni, e mi dispiace che alcune persone ancora pensino che abbandonare l’aula sia una cosa che dimostra professionalità o attaccamento al dovere. Per me è sbagliato. Faremo la discussione nel momento in cui il Presidente del consiglio deciderà di fare la Commissione (sul tema n. d, r.). Una discussione di quel tipo, dopo tutto quelli che abbiamo fatto, scritto e detto su quello che noi vogliamo che sia il comportamento della città: la città è antirazzista, la città non vuole discriminazioni la città è aperta a tutti e continuerà ad esserlo mi sembrava assolutamente strumentale».

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